L’ARCICONFRATERNITA DEL SANTISSIMO ROSARIO DI CAPUA

Piazzetta della Chiesa Di San Domenico di Capua
Piazzetta della Chiesa Di San Domenico di Capua

Una epigrafe marmorea collocata sulla facciata della Chiesa di San Domenico e un documento custodito nella Sala delle adunanze della stessa Chiesa, attestano che il Sodalizio del SS. Rosario venne istituito nell’ultimo giorno dell’anno 1577 e venne giuridicamente riconosciuto, dalle Autorità cittadine sette anni dopo, nella Solennità dell’ Epifania del 1584. Tali storiche ricorrenze offrono ai Sodali l’ opportunità di riferire alcune notizie sull’Arciconfraternita del Rosario, annoverata tra le più antiche oggi esistenti nell’ambito della nostra Arcidiocesi.

Le origini dell’Arciconfraternita del SS. Rosario si fanno risalire al periodo della fondazione della Chiesa di San Domenico. Lo storico Francesco Granata ci informa, al riguardo, che presso la Chiesa, sin dalla sua istituzione, vi conducevano varie opere di pietà, sotto la direzione dei Religiosi, due Congregazioni: una dedicata alla “Beatissima Vergine del rosario” ed un’altra denominata “Monte di Dio” . Questa testimonianza consente di ritenere che l’antica Congregazione del Rosario, da cui discende l’attuale Arciconfraternita, sia sorta come aggregazione a carattere religioso, tipico delle associazioni ispirate dal movimento dei frati mendicanti appartenenti al terzo ordine francescano, nel cui ambito si collocava l’Ordine dei Predicatori domenicani.

Tali Sodalizi, si distinguevano dalle altre aggregazioni laiche sorte nello stesso periodo medievale in quanto queste ultime, pur svolgendo attività di assistenza materiale e spirituale, spesso operavano “svincolate” dalla Chiesa secolare. In assenza di specifiche testimonianze storiche, possiamo supporre che le “opere di pietà” riferite dal Granata consistessero, oltre che nella preghiera, anche in azioni caritatevoli a favore delle classi più povere e negli ospedali, quando ancora non esistevano forme di assistenza pubblica sociale e sanitaria.

Chiesa di San Domenico di Capua
Chiesa di San Domenico di Capua

Da una ricerca condotta negli anni trenta dello scorso secolo dal Cav. Lorenzo Parente, Priore del sodalizio, sappiamo che l’antica Congregazione del Rosario riuniva numerosi cittadini, ecclesiastici, nobili, civili ed artisti, senza distinzione di certo, ed era dotata di uno statuto che ne stabiliva l’esclusivo scopo di culto. In quella sede non fu possibile, tuttavia, rinvenire tracce dell’originario atto costitutivo della Congregazione.

Sul finire degli anni ottanta, Monsignor Antonio Iodice accertò, presso l’Archivio Generale Ordinis Praedicatorum in Roma, che l’Arciconfraternita del SS. Rosario di Capua venne istituita il 31 Dicembre 1577, nel pieno rinnovamento spirituale espresso dal Concilio di Trento che favorì, appunto, la formazione e lo sviluppo delle associazioni confraternali. Dopo il successo ottenuto dalla flotta cristiana nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571, il cui felice esito venne attribuito alla Beata Vergine del Rosario auspice Papa Pio V, sorsero, e non solo in Italia, numerose Confraternite a Lei dedicate. Nel Regno di Napoli, nel periodo che va dal 1576 al 1588, ne furono fondate trenta, ubicate in diversi centri. L’esistenza del nostro Sodalizio in quel tempo è attestata, oltre che dalle fonti già richiamate nella premessa, anche da un documento firmato dall’Arcivescovo Cesare Costa nel 1597, in cui la nostra Confraternita è annoverata tra quelle operanti nell’ambito dell’Episcopato.

Fontana monumento della piazzetta di San Domenico dI Capua
Foto ravvicinata della fontana, monumento della chiesa di San Domenico di Capua

In epoca successiva, troviamo un rescritto del Re Ferdinando IV, datato 23 giugno 1776, con cui il Sovrano approva la Congregazione e ne autorizza le Regole, poi modificate nel 14 marzo 1785 per quanto concerneva, in particolare, “l’orario delle preci”. L’occupazione napoleonica dei primi anni dell’ottocento segnerà profondamente le sorti della Chiesa di San Domenico del vicino Convento domenicano e della stessa Arciconfraternita. Questa infatti, dopo l’allontanamento dei Padri Domenicani dal Regno (settembre 1806), divenne affidataria della Chiesa, con l’obbligo di custodirla e di tenerla aperta al culto, come recitava un decreto reale del 30 dicembre 1807, notificato ai Sodali, dal decano Cuccari, il 12 gennaio 1808.

Negli anni successivi l’Arciconfraternita, per sostenere gli oneri derivanti dall’affidamento della Chiesa, si costituì in “società privata con scopo temporale”, cui aderirono numerosi cittadini.

Grazie ad un contributo mensile versato dai consociati, fu possibile dotare la Chiesa di arredi funerari finemente decorati, e realizzare importanti lavori infrastrutturali; inoltre, in data 7 marzo 1886, si provvide alla sua consacrazione, come riportato nella già citata epigrafe marmorea della facciata. Nello stesso periodo furono eseguiti interventi anche presso la struttura della Cappella Cimiteriale del SS. Rosario, ora bisognevole di lavori di manutenzione.

L’Arciconfraternita continua oggi ad onorare l’impegno assunto dai Confratelli nostri predecessori, configurandosi, alla luce del quadro normativo più recente, quale ente ecclesiastico civilmente riconosciuto, dotato di personalità giuridica e sottoposto al controllo della Autorità ecclesiastica. La sua attività, è disciplinata dallo Statuto diocesano delle Confraternite del 1 dicembre 1996.

In atto, il Sodalizio annovera trentasette iscritti, 22 Confratelli e 15 Consorelle, alcuni dei quali impegnati nell’ambito della Arcidiocesi in opere di Carità e volontariato come ministri speciali, terziari francescani o semplici volontari. Durante le cerimonie solenni, i Sodali indossano una tradizionale divisa composta da una tunica bianca sovrastata da una mozzetta cerulea e stretta in vita da un cingolo blu. Completano l’abito un paio di guanti bianchi e la Corona del Santo Rosario, allacciata al cingolo e recante l’immagine della Beata Vergine del Rosario, nostra Augusta Patrona.

IL PRIORE

Gianpaolo Palmieri

La chiesa di San Domenico in un documento dell’Arciconfraternita del 1934.

Nell’anno 1934 il giorno di domenica 22 aprile, si riuniva l’Arciconfraternita del SS Rosario co all’ordine del giorno: Relazione del Confratello Lorenzo Parente circa il bilancio preventivo. Per poter essere esaustivo il Cav. Parente dichiara di non poter fare a meno di raccontare succintamente la storia dell’Arciconfraternita, e prosegue.

” La nostra Arciconfraternita ha origine antica, risalendo quasi ai tempi di San Tommaso d’Aquino(1253) che alcun tempo qui visse, lasciando poi orma luminosa di sè. Infatti, edificata ed aperta al culto la nostra chiesa per opera di San Tommaso, i Padri domenicani, dopo alquanto di tempo, raccolsero qui numerosi cittadini, ecclesiastici, nobili, civili ed artisti, senza distinzione di ceto, e con essi istituirono la congrega col glorioso titolo del SS. Rosario. La congrega, così istituita, compilò il suo statuto con scopo unicamente di culto. Vorrei pure precisare la data di fondazione della nostra Arciconfraternita, ma mi rincresce di dover dire, che, nonostante le diligenti ricerche da me fatte, non sono riuscito finora a trovare l’antico titolo di fondazione. Sono però in grado di affermare che non è esatto che sia stata istituita nel 1640, come rilevasi dall’elenco delle confraternite esistente presso la nostra Curia Arcivescovile. Infatti nell’archivio storico del Comune di Capua(trasferito fin dal 1892 nel Museo Campano) e propriamente nel volume 27 di Cancelleria , numero 109, anno 1584 v’è la deliberazione del Consiglio comunale di Capua del di 20 marzo 1584, presa ad unanimità da 33 consiglieri, dalla quale risulta, che in quel tempo esisteva già nella Chiesa di San Domenico la nostra Arciconfraternita(1). Per tradizione si sa pure che prima della detta epoca l’Arciconfraternita frequentava la Chiesa di San Domenico e con grandissima fede assisteva alle sacre funzioni. Essa però non era leggittimamente eretta, e solo per grazia promulgata dal Re Ferdinando IV col reale rescritto del 23 giugno 1776, potette, dopo aver riveduto lo statuto e limitato a 60 il numero dei confratelli, ottenere il regio assenso sulla sua fondazione e sulle regole in data del mese di settembre 1780. Le regole poi furono modificate in quanto all’orario delle preci, con decreto 14 marzo 1785. Soppressi poi gli ordini religiosi con decreto 13 febbraio 1807 N° 36(1) la Congrega dovette uscire dalla chiesa; ma i nostri confratelli, in tutti i tempi zelanti, chiesero ed ottennero dal Re Giuseppe Napoleone la chiesa con decreto 30 dicembre 1807(2) con obbligo di tenerla aperta al culto. Il decreto fu partecipato alla Congrega da Vicario capitolare Decano Cuccari con nota 12 gennaio 1808.(3)La Congrega divenuta poi proprietaria della Chiesa, potette con maggiore libertà, frequentarla ed attendere alle sacre funzioni e svolgere la sua opera senza interruzione. In seguito i confratelli e i soprannumerari (novizi), a cui s’aggiunsero molte signore col nome di consorelle, considerato che, in caso di morte dei soci, le spese del servizio funebre erano a carico delle famiglie dei soci defunti( e ciò non solo perchè lo statuto non prevede tali spese, ma sopratutto perchè la Congrega non era ne è , in condizione di sostenere nè queste nè altre spese) decisero di provvedere diversamente. E perciò formarono, indipendentemente dal fine dell’ente, una società privata con scopo temporale, alla quale,, in tutti i tempi, si ascrissero i migliori cittadine per ingegno, cultura e posizione sociale. Questa società, mercè un contributo fisso e mensile, versato da ciascun ascritto, potette non solo sostenere le spese d’esequie, di trasporto al cimitero e seppellimento delle salme dei soci defunti, ma acquistare nel 1856 splendidi arredi funebri(bara e coltre di velluto in seta ricamata in oro); nel 1868 far costruire il carro funebre, nel 1882 provvede al prosciugamento del sottosuolo della Chiesa, alòla pavimentazione in marmo e all’ampliamento e al restauro per il quale dalla Chiesa s’accede alla sala di riunione e alla sagrestia; ai 7 marzo 1886 far consacrare la Chiesa e l’altare maggiore(1), e nello stesso anno, dopo lungo giudizio in tribunale ed in corte d’appello contro gli assuntori di opere Ventriglia, Lolli e Giova, far costruire sei cappelle mortuarie al cimitero con fosse di inumazione e loculi per tumulazioni delle salme dei soci defunti(2) e far fronte altresì a molte spese di culto, nonchè alle spese di manutenzione della nostra vasta Chiesa, abbellita di preziosi monumenti e di prestigiose iscrizioni,degna perciò di essere gelosamente custodita.

Tratto da : Cenni Storici della Chiesa di San Domenico in Capua – L’Arciconfraternita del SS Rosario e la società privata – Capua Prem.Stab.Tip. Ditta F. Salafia& Figlio – Corso Appio,45

LA SPIRITUALITA’ DOMENICANA

” CONTEMPLATA ALIIS TRADERE”